Anime, luoghi e vino: storie da raccontare…

…ci eravamo lasciati con la promessa che vi avrei raccontato come, dopo la prima serata in Locanda nel Vento, sull’onda dell’entusiasmo, proposi una serata con dei produttori di vino “miei amici” e relativa degustazione.
Catina, come detto, accolse subito con entusiasmo l’idea. Catina è estranea al mondo enologico, se non per il fatto che apprezza i buoni vini, tanto più se hanno una matrice di sana gestione e attenzione al territorio, e quindi organizzare questo incontro sarebbe stato affar mio. Insomma…mi ritrovai ad aver “promesso” una serata senza aver la minima idea di come metterla in piedi!!
Io sono fatto così. Se credo in un progetto mi lancio e vado oltre le mie possibilità mettendo tutto me stesso per realizzare ciò che ho pensato, siano “sogni” o “follie”, ma tant’è…
Questa mia caratteristica a volte è comprensibilmente mal sopportata da chi mi sta vicino o da chi collabora con me nei vari progetti; sono come un treno che travolge tutto…ma devo dire, a mia difesa, che spesso questo modo di essere è ragione di riuscita nel realizzare belle cose!!
Di questo potrebbe raccontare mille aneddoti la mia amica Valentina del Lago d’Orta che ha sopportato tanto la mia verve organizzativa…anche lei è una bella anima ad anelli: di Valentina parleremo un’altra volta!
Perché questa serata sul vino andava oltre le mie possibilità? Perché se è vero che sono appassionato di vino e in alcune zone vitivinicole ho amici e conoscenti, è vero anche che da lì a convincere un produttore ad investire tempo e vino in un luogo defilato e sconosciuto ..seppur splendido come la Locanda nel Vento …ce ne passa!
Mi metto subito all’opera e mi accorgo che nella vita a volte basta raccontare sinceramente e con entusiasmo il progetto che vuoi realizzare e le cose si allineano da sole, forse la chiamano legge di attrazione ma per me è esperienza.
Mi accorgo anche che esistono almeno due diversi “mondi del vino”, forse un po’ come in tutti gli ambienti: l’uno legato solamente e indissolubilmente al profitto e al “soldo” e uno che, sebbene si debba fare tutti quanti i conti a fine mese, ha una matrice inconfondibile, una radice di vera e autentica passione. E io a questo mondo mi sono rivolto, perché è il più simile al mondo degli alberi e ai professionisti che lo praticano.
Tutti, come dicevo, dobbiamo pagare i conti ma nel mio ambiente si crede nei sogni..si crede che arrampicare un albero rigoglioso e maestoso, abbia più valore!!
Crediamo nella passione che abbiamo dentro e ritrovare questo modo di essere anche in alcuni produttori di vino mi riempie sempre di speranza.
Per questi motivi mi rivolgo ad alcuni amici produttori conosciuti: l’uno per caso e l’altro per frequentazioni comuni ilcinesi.
Paolo Ghislandi è una vera Anima ad Anelli, un vero sognatore ed un concreto lavoratore. A Roma, per lavoro, lo incontro per caso: entrando in un bar-enoteca mi imbatto in una sua degustazione e rimango rapito dalla passione che traspare da ogni concetto che esprime .
C’è competenza tecnica di ottimo livello e lo si percepisce con chiarezza!
Nell’ascoltarlo, ancor prima ti innamori dell’attitudine di Paolo a divulgare e spiegare il vino e di come la sua naturale “felicità” nel farlo sia pura emozione che vive.
L’altro soggetto enoico che coinvolgo nella serata alla Locanda nel Vento è il simpatico Nicola Biasi, un giovane enologo rampante e molto preparato, trentino, ma di base a Montalcino.
Ho conosciuto Nicola ad una degustazione nel borgo ilcinese organizzata da amici comuni; mi colpisce subito per la competenza ma anche per la pacatezza e il modo dissacrante con cui la trasmette.
Racconto a Paolo e Nicola cos’ho in mente: una degustazione in un posto magico come la Locanda nel Vento, incentrata sì sui loro vini, ma soprattutto per raccontare delle loro esperienze di vita, di cosa li ha portati a “fare vino”. Insomma, vino e passione in un luogo ideale.
Catina ha accettato di realizzare la serata perché ama vivere emozioni ed il suo mantra è: belle persone che si incontrano serenamente in un luogo magico!
Gli ingredienti ci sono tutti!!
Definiamo l’accordo: in cambio dell’ospitalità loro faranno degustare i vini e racconteranno le loro storie.
Dal momento in cui accettano sono molto felice, allo stesso tempo mi sento in difetto: temo che l’attenzione mediatica per il loro prodotto non sia all’altezza e allora, come spesso mi capita, mi faccio venire in mente una sfida comunicativa importante e mi butto: provo a contattare un vero e proprio “personaggio” del mondo del vino, famoso e conosciuto !!
Non vi sto a raccontare le innumerevoli mail o messaggi su Facebook che scrivo e invio senza ricevere nemmeno una risposta o antipatiche risposte di richieste di compensi esorbitanti; nel mio messaggio di contatto semplicemente racconto chi sono e la mia passione per gli alberi, il vino e la passione di raccontare. Provo a proporre il mio progetto.
Nessuno mi prende in considerazione; molti amici mi fanno riflettere dicendomi ”è comprensibile…non sei nessuno nel mondo del vino..non sei credibile”. Io però non demordo perché nel mio mondo rispondo sempre ad ogni e mail, anche alla più assurda, se parla di alberi merita rispetto.
Sbagliato.
Devo dire che una delle tante cose che mi ha insegnato la mia amica Catina in tutte le esperienze condivise, nei momenti anche difficili di entrambi, è sempre stata la calma e la pacatezza nell’affrontare i problemi. Abbiamo sempre riso su questa cosa: lei mi ha insegnato a essere positivo e io, dal canto mio, le ho insegnato a essere un po’ più “vulcanica” quando possa servire! Questo è il grande valore di una vera Amicizia…tra vere Anime…
E in effetti cerco di pensare positivo e di convincermi che se le intenzioni sono pure e buone le cose si allineano come vogliamo: magicamente (ricordo ancora l’emozione) una sera mi risponde su Messenger il grande Leonardo Romanelli!! Non mi chiede nient’altro che di descrivergli i produttori e i vini. Lo faccio e mi risponde così: “interessante, se mi trovi un passaggio da Parma a Calestano…vengo volentieri”
INCREDIBILE!! Sono troppo contento!!!
Alla serata della degustazione sono super agitato ma tutto va per il meglio: Paolo e Nicola raccontano i vini ed emozionano gli astanti con i racconti incredibili della loro vita e di come la passione per il vino li abbia guidati verso una totale dedizione alla terra e ai suoi prodotti.
Leonardo si rivela un’anima positiva e coinvolgente: pacato nell’intervenire e coinvolgente nel fare i suoi commenti tecnici, sempre attenti alla componente emozionale.
Il pubblico è felice e Catina anche nel vedere la Locanda ancora una volta crocevia di belle emozioni: finalmente mi rilasso e mi godo il momento.
Ripenso a tutti gli incroci casuali che hanno portato tutte queste persone ad incontrarsi ad intersecarsi. Tutti con le loro vite e ad emozionarsi grazie a questo. Mi guardo in giro e vedo sorrisi, confronto tra i produttori, crescita reciproca e allora mi chiedo: “perché spesso non si crede ai progetti che ci propongono? perché alcuni ci credono e altri no?”
A mio parere perché bisogna sforzarsi di essere più puri di pensiero, eliminare le dietrologie ed avere meno paura di prendere una fregatura! Sono io il primo a far fatica a farlo tuttavia ultimamente mi sto rendendo conto che, senza essere sprovveduti o sciocchi, la fiducia paga più della diffidenza, a prescindere.
La diffidenza dipende dal fatto che alcuni progetti sono poco convenzionali? In realtà è spesso la non convenzionalità che crea le cose più belle e fa da musa alle storie più emozionanti siano esse di vita, amore, amicizia o lavoro…ne sono sempre più convinto!!!
E se ci ripenso le cose più belle che ho vissuto in vita mia erano viste dai più, o anche dagli stessi protagonisti come non convenzionali. Ringrazierò sempre la mia “pazzia ” e la non convenzionalità nel decidere di vivere determinate esperienze, e di proporle.

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