I prima e i dopo.

Esistono dei prima e dei dopo.

Professionalmente e umanamente per me c’è il prima e dopo l’incontro con Mark Chisholm.

Mark è arboricoltore tree climber statunitense, pluricampione mondiale di tree climbing dell’ISA – International Society of Arboricolture. Un’istituzione per il mondo dell’arboricoltura: grande professionista e, con orgoglio, ora posso dire grande amico.

Nel 2003, con Laura Gatti – Presidente della Società Italiana di Arboricoltura e con altrettanto orgoglio che con Mark posso dire grande amica, stavamo cercando di stimolare la crescita della sezione Tree Climbing della SIA immaginando di proporre una iniziativa qualificante e dedicata.

Suggerii a Laura di fare veramente qualcosa di “forte” organizzando un workshop con l’intervento di un relatore internazionale, proveniente da quelle aree che nei primi anni duemila erano decisamente all’avanguardia nella nostra professione: Stati Uniti e nord Europa.

Con Laura si decise di accogliere il suggerimento di Rip Tompkins di invitare qualcuno a seguito della mia partecipazione al Congresso Mondiale ISA a Montreal di quell’anno; partii e devo dire che fu una trasferta molto molto proficua.

Non solo per come mi venne in mente di coinvolgere Mark in Italia (che allora era un promettente giovane tree climber) ma anche perché lì incontrai, sempre grazie a Laura, il Prof. Francesco Ferrini a cui, ancora oggi mi lega una efficace e stimolante collaborazione professionale.

A Montreal quell’anno Mark Chisholm guadagnò il podio del Campionato Mondiale di tree Climbing ISA a cui avevo avuto l’onore di assistere in qualità di giudice europeo. Sono strabilianti i suoi risultati ai Campionati Mondiali ISA: ha partecipato a 18 competizioni e per 17 volte è arrivato tra i primi quattro classificati. Per chi lo conosce è chiaro che anche questa è espressione della sua costanza, dedizione e l’allenamento continuo che sono esattamente le caratteristiche che hanno contribuito, insieme alla passione per gli alberi, a determinare la sua grandissima professionalità.

Dicevo…al termine della competizione a Montreal, Mark si godeva in un angolo tranquillo una “sana” birra, il riposo del guerriero. E lì attaccai 😊

Con non poca faccia tosta mi avvicinai e, seppur timido, sfoderai una determinazione che, con il senno di poi, ritengo sia stata la vera chiave di volta della costruzione di una robusta amicizia: gli proposi di “affacciarsi” in Italia e costruire insieme un evento di formazione che, all’epoca, non era all’avanguardia rispetto al mondo del tree climbing americano.

Al rientro lo sommersi di mail dettagliate e programmi serrati di avvicinamento al sospirato corso.

Accettò. Wow.

Preparammo un workshop di alta formazione nella primavera del 2004 per 16 selezionati colleghi professionisti a cui “somministrò” una serie di tecniche che, ancora adesso rappresentano i capisaldi della professione in Italia (ad es. le prime tecniche di ropewalking per la risalita in pianta e l’applicazione al tree climbing del nodo valdostano trecciato).

Sempre nell’ambito del workshop, dato il notevole interesse in ambiente arboricoltura, fu organizzato un open day per circa 200 professionisti nel parco di Villa Cagnola a Varese; ero nervoso, ero abituato a pianificare ogni dettaglio e Mark non sembrava interessato a sapere con anticipo cosa ci si aspettava e come relazionarsi con gli astanti…bene…a dispetto della mia ansia quello fu il momento del “prima e dopo Mark” nel tree climbing italiano.

Arrivò, lanciò il sagolino a 35 mt da terra, vi fu un “oohhh” generale e, oltre a rilassarmi, capii che in quel momento stavamo dando origine a qualcosa di importante che cambiava il tree climbing italiano.

Questa collaborazione diventò amicizia. E non solo. E’ diventata uno scambio umano e professionale profondo che vale l’investimento di tempo e risorse per incontrarci viaggiando oltreoceano spesso. Un’amicizia che ha generato una sorta di “comunità professionale”, un gruppo di colleghi italiani che hanno in Mark un punto di riferimento a cui lui destina la disponibilità che si offre a “quelli di famiglia”. 

Io considero la mia amicizia con Mark un “dono degli alberi”, un arricchimento derivato dalla mia passione per gli alberi.

Insomma. Esistono i prima e i dopo.

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